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Andrew Quick

Allevatore di bovini da carne

“Nelle prove sperimentali, l’insilato di cereali autunno vernini è stato trattato con l’inoculo MAGNIVA Platinum e confrontato con un insilato di controllo non trattato. L’inoculo MAGNIVA ha mantenuto l’insilato molto più fresco per l’intero periodo di insilamento, permettendo così di somministrare un foraggio con un contenuto di energia più elevato”. 

Nome: Azienda agricola Bury Barton

Sede:  Lapford, Regno Unito

Dimensione: 100 vacche nutrici principalmente Limousine

Inoculo: MAGNIVA Platinum

La produzione e l’utilizzo di insilato di alta qualità è fondamentale per il successo delle vacche da carne nel Devon centrale. Andrew Quick e suo figlio Edward coltivano un terreno di 162 ettari nell'azienda agricola Bury Barton, Lapford, che ospita 100 vacche nutrici principalmente Limousine, suddivise in gruppi di parto autunnali e primaverili, e 500 pecore. Dediti principalmente agli erbai, coltivano anche 24 ettari di orzo primaverile , 12 ettari di silomais e 28-32 ettari di cereali. Tutti i vitelli in allattamento vengono svezzati a 8 mesi e ingrassati fino a 16-18 mesi. I Quick acquistano anche manzi principalmente British Blue e Limousine e alcune manze di circa cinque mesi. In totale, ingrassano circa 250 capi all'anno. Gli animali allevati in azienda e i manzi acquistati arrivano ad avere una carcassa di circa 370 kg, mentre il peso delle carcasse per le manze acquistate si aggira intorno ai 330 kg. La qualità dell’insilato è il cuore pulsante del sistema. I Quick producono cereali integrali fermentati, insilato di mais e insilati d’erba. Questi rappresentano la base delle razioni somministrate per l’accrescimento e il finissaggio, che tipicamente comprendono un terzo di ciascun tipo di foraggio. La prima trinciatura dell’erbaio si effettua a fine maggio e la seconda a metà giugno. La seconda trinciatura che può contenere più fibra, viene utilizzata per le vacche nutrici. “L’insilato rappresenta per noi un grosso investimento, quindi ci impegniamo a produrlo della migliore qualità possibile facendo attenzione anche a ridurre gli sprechi” spiega Andrew. “Maggiore è la qualità del foraggio somministrato, minori saranno i costi complessivi. Gli scarti dell’insilato fanno aumentare i costi perché tutto l’investimento nella produzione di insilati è correlato a ciò che che mettiamo in trincea, non a quello che desiliamo. Quindi facciamo tutto il possibile per ridurre al minimo gli sprechi”. Andrew punta ad arrivare a un contenuto di sostanza secca superiore al 30% per tutti i foraggi. Ai bovini in accrescimento vengono somministrati 17-18 kg di insilati misti al giorno, mentre ai bovini in finissaggio vengono somministrati 20 kg/giorno. A entrambi i gruppi viene somministrato anche grano prodotto in azienda e Andrew non acquista fonti proteiche perché l’insilato d’erba contiene già proteine a sufficienza. “Una delle nostre priorità nella produzione di insilati, in particolare quelli di mais e cereali autunno vernini, è raggiungere una buona stabilità aerobica”, prosegue Andrew. “Somministriamo una sola razione al giorno, quindi dobbiamo mantenere i foraggi sempre freschi per garantire elevati tassi di ingestione”. “Dobbiamo anche mantenere le trincee fresche in estate quando utilizziamo meno insilato perché portiamo più bovini al pascolo e consumiamo la trincea più lentamente. Se il fronte della trincea è esposto al calore per un lungo periodo, possono aumentare i problemi legati al riscaldamento, ovvero una riduzione dell’ingestione e del valore dell’alimento, perché il calore non è altro che energia del foraggio che viene consumata”. Per cercare di ridurre gli scarti e il deterioramento aerobico dell’insilato, Andrew ha avviato una collaborazione con Steve Symons di Lallemand Animal Nutrition e nel 2019 ha utilizzato gli inoculi MAGNIVA su insilati di mais e cereali autunno vernini. “Sono due gli obiettivi chiave da considerare nella produzione dell’insilato, qualunque sia il raccolto di origine” spiega Symons. “Il primo è ottenere una rapida fermentazione iniziale e un rapido abbassamento del pH, il secondo è mantenere il raccolto stabile all'apertura”. “Gli inoculi MAGNIVA Platinum sono specifici per tipologia di foraggio e condizioni di insilamento, contengono il ceppo di comprovata efficacia L. buchneri 40788 e il nuovissimo batterio brevettato L. hilgardii I-4785. I due ceppi batterici avviano una rapida fermentazione iniziale, poi producono velocemente una serie di composti antifungini per arrestare la crescita di muffe e lieviti, responsabili del riscaldamento. Così la stabilità aerobica migliora all’istante ed è possibile aprire le trincee già dopo soli 15 giorni di fermentazione. Inoltre, migliorano la stabilità aerobica sul lungo periodo, proteggendo l’insilato all’apertura della trincea. “Nelle varie prove, l’insilato di cereali autunno vernini è stato trattato con l’inoculo MAGNIVA Platinum e confrontato con un insilato di controllo non trattato. L’inoculo MAGNIVA ha mantenuto l’insilato molto più fresco per l’intero periodo di insilamento, permettendo così di somministrare un foraggio con un contenuto energetico più elevato”. “Con la continua riduzionedei margini economici, incrementare l’utilizzodi foraggi di alta qualità diventerà di fondamentale importanza per gli allevatori di bovini da carne”, conclude Quick.
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Jack Daniel

Allevatore di bovine da latte

“Il nostro obiettivo principale è produrre il miglior insilato possibile dal punto di vista qualitativo, da utilizzare come base per la razione. Inoltre, vogliamo essere sicuri di ottenere il maggior quantitativo possibile di foraggio raccolto e stoccato in trincea. MAGNIVA mantiene la trincea sempre fresca, assicurando un maggior apporto energetico per le vacche”. 

Nome: Famiglia Daniel, azienda agricola di Lower Rillaton

Sede: Callington, Cornovaglia, Regno Unito

Dimensione: 160 vacche da latte

Inoculo: MAGNIVA Platinum

Gli inoculi contribuiscono ad aumentare l’efficienza del foraggio

Se il tuo sistema è concepito per convertire in latte i foraggi autoprodotti, uno degli obiettivi principali della tua azienda deve essere l’efficienza del foraggio stesso. Per la famiglia Daniel dell’azienda agricola di Lower Rillaton, ubicata vicino a Callington in Cornovaglia, garantire una fermentazione efficace e una buona stabilità rappresenta il punto di partenza per la produzione dell’insilato. Jack Daniel conduce un'azienda agricola di 140 ettari insieme al padre, Chris, e ai figli Matthew e Alex. L’azienda ospita 160 vacche che partoriscono tutto l’anno e raggiungono in media una produzione di 8.000 litri di latte contenente il 4,68% di grassi e il 3,69% di proteine. La gestione delle colture è orientata alla produzione di foraggi destinati all’alimentazione degli animali. Le vacche vengono tenute in stalla solo durante la notte e nei mesi freddi, mentre nei giorni estivi sono condotte al pascolo. Oltre a 93 ettari di un mix pascoli permanenti e riseminati, l’azienda comprende anche 12 ettari di mais, 12 di grano e 24 di orzo. Le diete sono formulate insieme a Matt Dymond di Harpers Feed e le vacche vengono alimentate con 25 kg di insilati d’erba, 10 kg di insilato di mais, 2,5 kg di grano trattato, 2 kg di miscela di soia e colza, paglia, minerali e 5 kg di barbabietole da foraggio acquistate. Questa TMR determina la produzione di M+16 litri di latte con una miscela di orzo e proteine somministrata in base alla resa nella sala di mungitura.

Gli sprechi fanno aumentare i costi

“Il nostro obiettivo principale è produrre il miglior insilato possibile dal punto di vista qualitativo, da utilizzare come base per la razione”, spiega Jack. “Inoltre, vogliamo essere sicuri di utilizzare il più possibile ciò che abbiamo messo in trincea. Gli scarti di insilato non sono altro che un dissipamento di risorse per l'azienda e fanno aumentare i costi”. A metà maggio è stato effettuata la prima trinciatura su circa 57 ettari, perché l’erba in questa fase contiene un po’ più di fibra. A fine giugno è stata effettuata la seconda trinciatura su 44 ettari, mentre l’erba della terza e quarta trinciatura è stata imballata. La famiglia Daniel si occupa di tagliare e andanare l’erba, dopodiché un contoterzista provvede a trinciarla e ad insilarla in trincea. Chris Daniel passa lungo la trincea con il trattore per compattare bene l’insilato. Dalle analisi effettuate, la prima trinciatura aveva un contenuto di SS del 27% e 11,8 MJ EM/kg SS, mentre la seconda trinciatura aveva il 32% di SS e 11,1 MJ EM/kg SS. “Somministrando insilati d’erba per tutto l’anno, il nostro obiettivo è ottenere una rapida fermentazione e un prodotto stabile perché in estate ci vuole quasi un’intera settimana per desilare completamente il fronte delle trincee che, trovandosi all’esterno, sono esposte agli agenti atmosferici”. Quest’anno per l’erbaio i Daniel passeranno alla nuova gamma di inoculi MAGNIVA. Il mais, che per molti anni ha svolto un ruolo centrale nel sistema, è stato seminato a metà aprile sotto teli di plastica. È stato raccolto a inizio ottobre e trattato con il nuovo inculo MAGNIVA Platinum.

Meno riscaldamento

MAGNIVA Platinum contiene una combinazione esclusiva di batteri, L. buchneri e L. hilgardii, che producono rapidamente una serie di composti antifungini. Questi riducono in maniera significativa le muffe i lieviti che provocano il riscaldamento, migliorando immediatamente la stabilità aerobica. Ciò significa che è possibile aprire le trincee in sicurezza con molto anticipo. Inoltre, migliorano la stabilità aerobica sul lungo periodo, proteggendo l’insilato durante l'apertura. Riducendo notevolmente le popolazioni di muffe e lieviti, i composti antifungini prodotti dagli inoculi MAGNIVA limitano la causa principale del riscaldamento delle trincee, della perdita di energia e della riduzione dell’appetibilità dell’insilato. Per noi la stabilità è molto importante” prosegue Jack. “Lavoriamo sul fronte della trincea per 4-5 giorni e non vogliamo assistere al riscaldamento dell’insilato perché ciò rappresenta solo uno spreco di energia e si traduce in un aumento dei costi. Siamo preoccupati per quest’anno perché settembre è stato piovoso e abbiamo notato segni di Fusarium, che potrebbe aver causato il riscaldamento della trincea”. Steve Symons di Lallemand Animal Nutrition ha scattato recentemente delle foto a infrarossi della trincea, dalle quali non sono risultati segni di riscaldamento lungo il fronte. “MAGNIVA mantiene la trincea sempre fresca, assicurando un maggior apporto energetico per le vacche”. Dalle misurazioni effettuate la temperatura è risultata costante anche a 20 cm dietro il fronte della trincea e questo è un chiaro segno dell’eccellente stabilità aerobica”.
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Joseph Andrews

Allevatore di bovine da latte

“Oggi per le vacche in asciutta abbiamo a disposizione un sistema che funziona, perché partoriscono bene. I foraggi trattati con gli inoculi MAGNIVA ci consentono di omogeneizzare al meglio le condizioni delle nostre manze per la fecondazione ed il parto.

Nome: Joseph Andrew, azienda agricola di Silkland

Sede: Buckland Brewer, Regno Unito

Dimenzione: 350 vacche Holstein

Inoculo: MAGNIVA Platinum

FQuattro anni fa, un'azienda nel sud dell’Inghilterra ha deciso di passare al sistema del parto autunnale e ancora oggi continua a perfezionare il sistema adottato puntando sulla qualità del foraggio.

Imparare a convivere con il parto autunnale

Joseph Andrew gestisce l'azienda agricola Silkland, a Buckland Brewer, Inghilterra, insieme al padre Steve e al fratello Jack. I tre gestiscono un totale di 220 ettari principalmente adibiti alla coltivazione di erba, ma coltivano anche 40 ettari di mais e 12 ettari di orzo primaverile da insilare. L’azienda ospita una mandria di 350 vacche Holstein che fino a quattro anni fa partorivano tutto l’anno, ma oggi partoriscono solo in autunno, a partire da inizio agosto, e completano tutti i parti entro fine dicembre. “Ci troviamo in un’a area buona per far crescere erba, e vogliamo dedicarci a massimizzare il contributo del foraggio per ridurre l’impiego di mangimi acquistati” spiega Joseph. “Abbiamo pensato che il parto autunnale potesse essere il modo migliore per raggiungere questo obiettivo e siamo soddisfatti del cambiamento in atto, anche se stiamo imparando ogni giorno qualcosa di nuovo”. “In particolare, inizialmente pensavamo che con questo sistema le vacche potessero pascolare di più e che così avremmo ottenuto i vantaggi più grossi. Ma quest’anno stiamo abbandonando quest’idea”. La mandria produce in media 9.000 litri di latte contenente il 4,3% di grassi e il 3,4% di proteine. La qualità è importante perché il latte viene venduto all'azienda Saputo Dairy nel Regno Unito su un contratto per la produzione di formaggi. Gli Andrew allevano le manze cercando di farle partorire all’inizio della stagione dei parti. Le manze vengono inseminate a 12 mesi e quando hanno raggiunto una taglia sufficiente. Gli Andrew hanno costruito una nuova stalla per migliorare le condizioni sanitarie e i tassi di accrescimento delle manze e sperano di riuscire ad aggiungere alla mandria 100 manze. Dall’ultima diagnosi di gravidanza, 80 manze sono state visitate dal veterinario delle quali 78 erano gravide. Tutte le vacche e le manze saranno fecondate due volte con seme sessato. Dalla terza inseminazione in poi, usiamo un seme da carne. Appena un gruppo di 50 vacche partorisce, viene portato in stalla. Aspettiamo di raggiungere questo numero per giustificare la preparazione della stalla e il cambio di alimentazione. Poiché 100 vacche e manze partoriranno in agosto, le vacche che hanno appena partorito vengono di fatto portate in stalla da metà agosto. Tutte le vacche vengono portate in stalla in un unico gruppo e alimentate con un singola TMR costituita da insilato di mais, insilati d’erba, cereali integrali e una miscela di colza e soia di Harpers Feeds. La TMR viene formulata per M+20 litri e l’obiettivo è fornire una dieta costante per tutto l’inverno, variandola leggermente solo quando vengono sostituite le trincee. Un mangime al 18% di proteina viene somministrato in sala di mungitura. Nel picco, le vacche hanno prodotto in media 34 litri di latte al giorno e ora ne producono 33 con una media di 180 giorni in lattazione. Il sistema si regge sulla qualità e sulla costante disponibilità di foraggio. Gli Andrew vogliono avere mais a sufficienza da utilizzare come foraggio fino a quando le vacche non andranno al pascolo e poi come foraggio aggiuntivo. Chiuderanno la trincea quando le vacche andranno in asciutta per avere insilato pronto da dare quando verranno portate in stalla in agosto e prima di effettuare il raccolto dell’anno in corso. L’attenzione posta nei confronti della qualità del foraggio si sta estendendo anche gli insilati d’erba. “Negli anni precedenti portavamo le vacche al pascolo non appena possibile, ma questo riduceva la resa della prima trinciatura. Quindi quest’anno le vacche resteranno in stalla fino alla prima trinciatura, così avremo a disposizione 90 ettari da tagliare” spiega Joseph. “Per utilizzare il foraggio al meglio e far sì che le vacche producano latte e si mantengano performanti, sia la prima che le successive trinciature devono essere della massima qualità. Con la dieta invernale le vacche hanno una buona produzione e non c’è motivo per cui le cose debbano cambiare, quindi siamo contenti di tenerle in stalla per raccogliere più erba dalla prima trinciatura. Con una maggiore quantità di prima trinciatura, il prossimo inverno otterremo una migliore performance nei primi 150 giorni di lattazione”. “Siccome gran parte dell’erba cresce in prati giovani a rotazione quinquennale, produrre una maggiore quantità di prima trinciatura significa avere un foraggio a maggior contenuto proteico che dovrebbe aiutare a mantenere bassi i costi della razione”. L’obiettivo sarà sicuramente ottenere quattro trinciature e possibilmente cinque se la prima dovesse terminare in fretta. Per la seconda trinciatura e per quelle successive si utilizzeranno circa 60 ettari. Il mais si trova su un campo di 40 ettari lontano dall’azienda, così viene coltivato ininterrottamente. Il campo è stato concimato con liquame e letame proveniente da un allevamento di polli da carne. Gli Andrew coltivano una varietà di mais precoce perché vogliono effettuare subito il raccolto e tenere l’insilato in trincea pronto quando serve. Coltivano principalmente la varietà Ambition di LG perché ha una crescita costante, ma hanno utilizzato anche la varietà LG Pinnacle. Mirano a di produrre 1.800-2.000 tonnellate all’anno. Inoltre, acquisteranno 500 tonnellate da un vicino. Quest’anno Joseph sta considerando di sottoseminare il mais per ridurre l’erosione del suolo, visto che gli stocchi son lasciati durante l’inverno. Se le condizioni lo consentiranno si potrà effettuare una prima trinciatura precoce o semplicemente lo areremo. Gli Andrew coltivano orzo primaverile da insilare. In totale coltiveranno 24 ettari di cui la metà in un'azienda locale. Preferiscono l’orzo primaverile perché è più facile e meno costoso da coltivare rispetto alle colture autunno-vernine. Inoltre, essendo stato nel terreno per un periodo più breve verrà raccolto più verde e conterrà meno lignina. Gli Andrew puntano ad avere un raccolto con il 40% di SS. Anche se il contenuto di amido sarà del 26-28%, inferiore a quello del frumento autunno-vernino che supera il 30%, gli Andrew pensano agli altri vantaggi siano più importanti, soprattutto visto che possono compensare l’apporto di amido col mais. Gli insilati di cerealisvolgono un ruolo chiave nell’alimentazione delle vacche in asciutta. Le vacche in close-up vengono portate in stalla un mese prima del parto e seguono una dieta a base di insilato di cereali. “Eravamo soliti somministrare una dieta DCAD a base di paglia, quindi abbiamo pensato che se potevamo dare la paglia, avremmo potuto usare anche l’insilato di cereale. Ora utilizziamo per l’80% insilato di cereale e per il restante 20% la TMR o un mangime tampone per vacche da latte. Somministriamo anche mangimi complementari in pellet per vacche in asciutta grazie ai quali abbiamo pochissimi problemi legati al parto”. Gli Andrew prestano particolare attenzione all’insilamento. Perché non dispongono di una serie di trincee, bensì di alcune fosse con pareti in terra e alcuni mucchi preparati su una base di calcestuzzo. “Poiché il nostro obiettivo principale è produrre raccolti ad alta resa ed effettuare la trinciatura nello stadio ottimale, non possiamo permetterci di sprecare l’insilato” tiene a precisare Joseph. “Il nostro sistema punta a utilizzare il maggior quantitativo possibile di foraggio, quindi prestiamo particolare attenzione all’insilamento per ridurre il rischio di sprechi”. ”. Joseph cura personalmente la preparazione di tutte le trincee, la stesura e la pressatura dell’insilato per raggiungere un elevato livello di compattazione. Tutte le trincee vengono sigillate con una barriera all’ossigeno, un telo di plastica nera, due teli in tessuto pesante e il maggior numero possibile di pneumatici. Tutti i raccolti vengono trattati con gli inoculi eterolattici di Lallemand Animal Nutrition perché la stabilità aerobica è di vitale importanza. Gli Andrew avevano già provato degli inoculi omolattici ma non sono rimasti soddisfatti dai risultati. “Spesso abbiamo dovuto aprire le trincee di mais e cereali autunno vernini prima del previsto, quindi vorremmo mantenerle stabili il più possibile per ridurre il deterioramento e il riscaldamento” prosegue Joseph. “Inoltre, non vogliamo che il fronte della trincea si deteriori perché le condizioni in cui effettuiamo il desilamento possono essere difficoltose dal punto di vista pratico. Ad esempio, attualmente il fronte della trincea del mais è alto più di 6 metri e ci vogliono 10 giorni per mangiare il fronte della trincea, quindi il riscaldamento rappresenta un problema reale”. In passato, per aumentare la stabilità dell’insilato gli Andrew avevano utilizzato la precedente gamma inoculi di Lallemand Animal Nutrition, quest’anno invece sono passati a Magniva Platinum. Steve Symons di Lallemand Animal Nutrition spiega che la modalità di azione dei batteri eterolattici aiuta specificamente a migliorare la stabilità aerobica. “Per migliorare la stabilità aerobica e ridurre il riscaldamento è necessario limitare l’azione di muffe e lieviti presenti su tutti gli insilati. Gli inoculi omolattici non hanno alcun effetto contro le muffe e i lieviti. Per contro, producendo acido lattico che rappresenta una fonte di alimentazione per questi microrganismi, possono occasionalmente determinare un aumento delle popolazioni. I ceppi eterofermentanti migliorano la stabilità controllando muffe e lieviti e assicurando inoltre un’efficace fermentazione iniziale”. “L. buchneri NCIMB 40788 rappresenta da tempo lo standard di elezione per la stabilità aerobica e, associato a L. hilgardii CNCM I-4785 negli inoculi Magniva Platinum, agisce in sinergia con quest’ultimo. Durante la fermentazione i due ceppi producono rapidamente una serie di composti antifungini; questi riducono in maniera significativa le muffe e i lieviti che sono all’origine del riscaldamento, migliorando nell’immediato la stabilità aerobica. Ciò significa che è possibile aprire le trincee anticipatamente. “Nelle prove sperimentali, le trincee di mais e cereali autunno vernini possono essere aperte dopo soli 15 giorni dalla raccolta e gli insilati restano stabili dal punto di vista aerobico; questo aumenta la flessibilità nella gestione dell’insilato. Inoltre, migliorano la stabilità aerobica sul lungo periodo, proteggendo l’insilato durante l’apertura della trincea”. “Nonostante abbia aperto le trincee di cereali autunno vernini subito dopo la raccolta e lavorato con un largo fronte della trincea di mais, Joseph non ha avuto praticamente alcuno spreco di insilato e ha potuto massimizzarne la somministrazione. Quest’anno passeremo agli inoculi Magniva Platinum anche per tutte le trinciature d’erba”. Joseph Andrew ammette che lui e la sua famiglia stanno ancora imparando come ottenere il meglio dalla mandria con parto autunnale in blocco, ma è sicuro che si stanno muovendo nella giusta direzione. “Oggi per le vacche in asciutta abbiamo a disposizione un sistema che funziona, perché partoriscono bene. Stiamo raggiungendo l’obiettivo di far partorire le manze all’inizio del periodo dei parti per abbreviare il più possibile i tempi”. “Abbiamo perfezionato la produzione del foraggio per far seguire alle vacche una dieta costante per tutto l’inverno e abbiamo imparato che portarle al pascolo in anticipo non è necessariamente un requisito essenziale per il parto autunnale. Per massimizzare la produzione dal foraggio è necessario puntare sulla qualità tutto l’anno e massimizzare i quantitativi disponibili da somministrare. Allo stesso tempo, utilizzando l’inoculo giusto possiamo aprire le trincee con anticipo se occorre farlo”. “Continueremo a perfezionare il sistema per ridurre i costi di produzione e incrementare l’impiego di foraggio di qualità” conclude Joseph.
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Politecnico Purpan

Istituto di formazione

“D’ora in avanti, tratteremo il nostro miscuglio con MAGNIVA Platinum per garantire la produzione di un insilato di alta qualità da utilizzare per le nostre vacche e le nostre manze”. 

Azienda agricola: Politecnico Purpan

Sede, anno: Domaine de Lamothe, Seysses, Francia

Dimensioni: 229 ha, 105 vacche da latte

Inoculo utilizzato: MAGNIVA Platinum (L. hilgardii CNCM I-4785 e L. buchneri NCIMB 40788)

“Abbiamo diversificato i foraggi coltivati in azienda e ottimizzato le aree di stoccaggio dei sili migliorando la preservazione della qualità all’interno del silo”. Coltivazione: 229 ha di cui 50 ha di mais per insilato completamente irrigato, 16 ha di miscuglio di cereali autunno vernini per insilato (avena, piselli, veccia e triticale), 15 ha di fieno di erba medica, 10 ha di granoturco, 6 ha di erba per fieno per 105 vacche da latte che producono 31 o 32 kg. Forza lavoro: 4 persone. Razione: vacche da latte: Insilato di mais/insilati d’erba/fieno di erba medica/soia/granoturco/ Vacche da latte 3 l struttura e 70/30/ miscela minerale con LEVUCELL SC. Attività biogas: Micro-metanazione (prototipo) + attività di insegnamento (rivolta a studenti in ingegneria e prove sperimentali per pubblicazioni scientifiche da parte di docenti-ricercatori del politecnico Purpan). Obiettivi: Aumentare l’interazione con il pubblico e le organizzazioni formative. Effettuate trattamenti sui sili di erba e mais? Se la risposta è sì, indicate la quantità annuale prodotta e trattata.
  • In passato non sono stati utilizzati inoculi
  • Nel 2020, sono state prodotte 550 tonnellate di mais con il 36% di SS e la conservazione è avvenuta in 1 silo. La resa è stata di 18 tonnellate SS/ha

Che tipo di additivi per insilati utilizzate?

Prova sperimentale condotta con un inoculo per insilati MAGNIVA Platinum 1.  

Quali sono i motivi che vi hanno spinto a effettuare questa scelta? Chi ve li ha consigliati?

  • Ci sono stati consigliati dal team di Lallemand con cui avevamo precedentemente effettuato una prova sperimentale e una formazione relative ad altri prodotti con i gruppi di docenti e studenti.
  • Nel 2019 i sili sono stati rinnovati e ci serviva un maggiore flessibilità per poter aprire e utilizzare l’insilato in anticipo, entro 15-20 giorni, con una rapida apertura per uno dei sili di mais.
  • Svolgiamo regolarmente prove nutrizionali sulla mandria, ma non avevamo ancora compreso bene che, se l’insilato non è stabile, la sua qualità nutrizionale può cambiare dopo l’apertura. Così abbiamo capito che rischiavamo di falsare i risultati delle prove.
  • Il mais raccolto nel 2018 aveva un contenuto di sostanza secca molto alto e una scarsa stabilità nel silo. Questo ha determinato una perdita di insilato e una scarsa performance degli animali.
  • Lallemand ci ha fatto riflettere sul fatto che siamo sempre a contatto con il pubblico e il trattamento dell’insilato (per limitare perdite fisiche e nutrizionali) è pienamente compatibile con l’approccio che abbiamo adottato per il nostro allevamento, ovvero una riduzione dell’impronta di carbonio. Produrre più latte con la più piccola area di terreno possibile e aumentare il valore nutrizionale dell’insilato per limitare l’acquisto e il trasporto di materiali su strada (o via nave per la soia).
Ad esempio, è bastato scegliere di coltivare il mais per ridurre l’area utilizzata da 80 ha (nei quali coltivavamo anche varietà di cereali) a 50 ha con varietà da insilato ben irrigate e integrando con loglio-trifoglio come cover crop per diversificare la razione e contribuire alla transizione agroecologica (come alternativa alla monocoltura di mais). Il trattamento dell’insilato è stato pienamente in linea con il nostro approccio e il nostro intento di comunicazione.  

Avete notato un effetto sulle perdite visibili (ad es. dovute alle muffe)?

  • Su un silo pieno di 550 tonnellate, abbiamo dovuto rimuovere sì e no l’equivalente di un paio di carriole
  • Dal silo abbiamo ottenuto 198 tonnellate di SS (l’equivalente di 192.000 unità foraggere latte (UFL) e abbiamo cercato il più possibile di migliorare questo valore e trasformare queste UFL in latte (una perdita del 5% è accettabile, ma non si deve andare oltre perché il mais è costoso da produrre)
 

Riducendo o eliminando la necessità di effettuare una cernita delle parti ammuffite avete notato un risparmio di tempo?

  • Oggi lo svuotamento richiede circa 30 minuti a settimana.
  • Eravamo abituati a effettuare la cernita manualmente prima di svuotare il silo per garantire la distribuzione di un insilato visibilmente sano.
  • L’insilato non è diventato giallo-arancione come al solito e ha mantenuto il colore iniziale.
 

Quali sono stati i benefici che avete notato da quando utilizzate MAGNIVA Platinum?

  • Grazie alle perdite minime osservate nei nostri sili, oggi possiamo perfezionare la rotazione colturale per non lasciare agli animali aree di terreno troppo estese.
  • Se liberiamo alcune aree, sicuramente avremo un po’ più di insilato da utilizzare nell’impianto di biogas.
  • Per anni abbiamo dovuto acquistare insilato dall’esterno per nutrire i nostri animali. Oggi non dobbiamo più farlo.
 

Da quando utilizzate MAGNIVA Platinum, avete notato benefici come un miglioramento dell’appetibilità e dei valori energetici e nutrizionali?

  • Abbiamo notato che nella mangiatoia è rimasto molto meno insilato e abbiamo effettuato meno cernita a settembre e ottobre, quando nella nostra regione la temperatura era ancora piuttosto alta. Inoltre, dopo aver distribuito l’insilato, abbiamo notato che si è raffreddato rapidamente (nonostante il calore residuo misurato dal giorno dell’insilamento si fosse mantenuto alto per 4 mesi).
  • Abbiamo condotto alcune prove di stabilità aerobica (periodo in cui l’insilato resta a una temperatura inferiore a 2 gradi sopra la temperatura ambiente) e l’insilato rimosso dal silo ha impiegato 4 giorni per riscaldarsi e deteriorarsi.
  • Alcune prove nutrizionali e microbiologiche sono state condotte dal giorno della raccolta e ogni mese fino alla fine dell’insilamento e i valori di UF, SS, nitrati e ingestione sono rimasti a un livello molto alto (0,97 UFL). Le vacche hanno ricevuto un apporto energetico costante per tutta la durata del desilamento (un insilato ricco e appetibile è la chiave del successo).
  • Nonostante alla raccolta l’insilato avrebbe potuto presentare grossi problemi di fermentazione dovuti agli elevati livelli di lieviti individuati.
  • All’apertura, l’insilato è risultato di alta qualità e non ha mostrato segni di deterioramento, sprechi o riscaldamento.
  • Le nostre vacche non hanno avuto alcun problema di salute (buoni livelli di cellule somatiche, ingestione regolare e produzione di latte in grosse quantità).
  • Ciò, naturalmente, ha elevato i livelli di performance proprio in un anno in cui il numero delle vacche da latte era relativamente limitato.
 

Avete notato un effetto sulla produzione di latte (quantità e qualità) e sulla salute degli animali?

Avevamo già utilizzato i lieviti vivi Lallemand per cercare di ottenere il massimo valore nutrizionale possibile e il massimo grado di sicurezza gastrointestinale e immunologica. Attraverso l’uso del silo, i livelli di performance sono stati molto alti: 32 kg di latte in media con un elevato contenuto di grassi (da 41,5 g/kg a 42 g/kg) e, soprattutto, un contenuto proteico di 34 g/kg (con un record di 35,5 g/kg raggiunto a novembre). Le feci son state più regolari e i livelli di cellule somatiche normali.  

Quali sono i principali vantaggi giornalieri che avete notato utilizzando l’insilato trattato?

  • Per noi è estremamente importante non perdere tempo a effettuare la cernita dell’insilato e a rimuovere ila razione rifiutata dalle vacche. Abbiamo aperto il silo per la prima volta 20 giorni dopo l’insilamento e la mandria non ha avuto alcuna conseguenza negativa (il silo era già stabilizzato a un pH<4). Ma, cosa ancora più importante, dopo la rimozione dal silo l’insilato si è raffreddato rapidamente. La temperatura all’interno del silo si è mantenuta 19 gradi al di sopra della temperatura ambiente, ovvero la temperatura del mais al momento dell’insilamento secondo le misurazioni dei sensori di temperatura integrati nel silo.
  • D’ora in poi, abbiamo deciso di trattare la miscela di insilati d’erba e cereali autunno vernini con MAGNIVA Platinum per garantire un’elevata qualità dell’insilato, in modo tale che le vacche e le manze possano utilizzarlo appieno, in qualsiasi condizione di raccolta e con qualsiasi livello di SS.
  • Per noi, l’alta qualità dell’insilato rappresenta la garanzia che i risultati delle analisi condotte dai gruppi di docenti e ricercatori non saranno alterati in alcun modo.
  • La soluzione attuata dal contoterzista, che nel 2019 si è dotato di un nuovo macchinario per la raccolta di Shredladge, è stata estremamente efficace (niente carenze o residui di prodotto a fine lavoro). A questo scopo, per impostare il macchinario, ha utilizzato la nuova applicazione per dispositivi mobili di Lallemand.
 

In che modo, insieme a Lallemand, avete valutato le pratiche adottate per la realizzazione del silo e la stabilità aerobica dell’insilato all’apertura?

Per prima cosa, ogni mese e fino al termine della fermentazione, è stata eseguita una valutazione completa del silo. Successivamente, sono stati effettuati due test di stabilità in scatole di polistirene per misurare in quanto tempo si osserva una variazione della temperatura dell’insilato (4 giorni per osservare una variazione della temperatura, che è stata misurata tramite sensori all’interno delle scatole).
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